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lunedì 16 maggio 2011

MVP MVP




Omar Abdul "Black Jesus" Thomas è stato nominato, giustamente, Mvp del campionato italiano di A1. L'anno scorso era stato l'Mvp di legadue. Il prossimo anno... ?
Le sue cifre stagionali parlano di un giocatore a tutto tondo. 18 punti, con 6.2 rimbalzi, più di sei falli subiti a partita, 2.7 palle recuperate e quasi 2 assist a partita. Inoltre, per esperienza diretta, è probabilmente il miglior difensore sul lato debole che il sottoscritto abbia mai visto.
Nel girone di ritorno ha dovuto spendere anche molti minuti come ala grande, dopo l'infortunio occorso a Chevon Troutman. Le sue statistiche nella seconda parte della stagione lo vedono registrare 20.8 punti, e un impressionante 27 di valutazione. Ha superato per ben due volte durante la stagione i 45 di valutazione. MVP MVP!

Ecco la lista completa dei premi:

MVP
1) Omar Thomas (Air Avellino) 169 voti
2) James White (Dinamo Sassari) 100 voti
3) Nicolas Mazzarino (Bennet Cantù) 78 voti

MIGLIOR ALLENATORE

1) Andrea Trinchieri (Bennet Cantù) 163 voti
2) Francesco Vitucci (Air Avellino) 154 voti
3) Simone Pianigiani (Montepaschi Siena) 132 voti



MIGLIOR DIRIGENTE

1) Bruno Arrigoni (Bennet Cantù) 200
2) Ferdinando Minucci (Montepaschi Siena) 153
3) Francesco Vescovi (Cimberio Varese) 51

MIGLIOR UNDER 22

1) Alessandro Gentile (Benetton Treviso) 214
2) Donatas Motjeunas (Benetton Treviso) 162
3) Nihad Dedovic (Lottomatica Roma) 92

lunedì 9 maggio 2011

Di playoff e di MVP (parte 2)


La prima parte la trovate qui.


Nella foto: una persona seria.



Le sorprese:

- Memphis di sicuro è la squadra meno prevedibile del momento. Senza Rudy Gay ormai da un bel po' di tempo, è riuscita a mettere in campo un invidiabile sistema di gioco. Tutti fanno il loro compito perfettamente, e Randolph fa la differenza. Dove potranno arrivare? Per ora hanno buttato fuori gli Spurs con apparente facilità, sono andati a vincere gara 1 a Oklahoma e conducono la serie 2-1. In Zach we trust!

- Se non avesse un roster relativamente corto, Atlanta potrebbe giocarsela con tutte (così come sta facendo del resto). Joe Johnson dopo che ha fatto questo è il mio nuovo giocatore preferito. In tutta sincerità, il sottoscritto arrivato a questo punto, tifa per gli Hawks.

Ne riparliamo fra un paio d'anni

I Denver Nuggets avranno bisogno di una star per poter costruire qualcosa di importante. Oklahoma già ce l'ha, ma per vincere l'anello avrà bisogno di fare più esperienza e di puntellare il roster in alcuni ruoli.

Finalmente?

Dallas?

Salutiamo un'era

- Con la sconfitta dei Lakers per 4-0, l'uscita degli Spurs, rimangono solo i Celtics a cercare di difendere gli ultimi 15 anni di storia dell'Nba. Probabilmente dopo quest'annata cambieranno molte cose. Comunque vada, grazie.

mercoledì 4 maggio 2011

Di playoff e di MVP (parte 1)


Siamo arrivati alle semifinali di conference e finalmente alcuni giudizi possono essere dati senza che ci si avventuri in particolari previsioni.

Sezione deluse:

- New York: Ok, probabilmente dopo la trade che ha portato Carmelo nela grande mela puntavano ad un posto nelle semifinal come risultato massimo. Ma c'è anche da dire che prima dello scambio i Knicks giocavano molto meglio, Stoudemire aveva molti più palloni giocabili ed avevano un roster molto più futuribile. Arriverà Chris Paul? Lo spero per D'Antony, perché in caso contrario anche il prossimo decennio lo passeranno a rincorrere qualcosa che non avranno. Qualcuno fermi Thomas. Grazie

San Antonio: più che una delusione è la chiusura di un ciclo. Ci aspettavamo i soliti Spurs nei playoff, e invece...
Probabilmente sono stati la miglior squadra del decennio, molto più dei Lakers. Ci mancherà.


I vincenti:

- Miami è tra questi. Fin troppo facile per molti. Ma i dubbi ad inizio anno, anche su questo blog, abbondavano. Hanno trovato una quadratura, stanno annichilendo Boston in semifinale, Wade e Lebron, insieme, stanno giocando da Wade e Lebron. Potrebbero essere imbettibili in una serie di 7 partite.

- 04/10/1988: questa data è importante. E non solo perché veniva al mondo il sottoscritto. Il 4 ottobre 1988 nasceva Derrick Rose, il giocatore più giovane ad essere nominato Mvp nella storia dell'Nba. Un titolo che meritava ampiamente per come ha trascinato i Bulls al primo posto assoluto nella regular season e alle semifinali di conference. E trascinato è la parola adatta. Diciamoci la verità, Chicago è una buona squadra, ma probabilmente se al posto dell'Mvp ci fosse stato qualunque altro giocatore, non sarebbero di sicuro arrivati a questi livelli. I 25 punti di media tenuti in stagione regolare non sono che la punta dell'iceberg. Nei playoff, quando il gioco è cominciato ad essere duro, il nativo di Chicago ha incominciato a fare ancora di più il duro, chiudendo la serie con Indiana (4-1) con 27.6 punti e mantenendo costanti tutte le altri voci statistiche, nonostante le difese molto più serrate. Ma al di là dei numeri, è la leadership che impressiona di questo ragazzo di 22 anni. Ha la squadra sulle spalle, dirige ed orchestra i suoi Bulls a piacimento, e si assume responsabilità pesanti. Nei prossimi anni ne vedremo delle belle


Fine della prima parte. (continua)



lunedì 15 giugno 2009

Niente si crea, niente si distrugge


Ieri sera più di 10.000 km sono diventati distanti pochi passi, almeno nella mente. Infatti mentre Siena vinceva gara 3 a Milano assicurandosi (non che ce ne fosse bisogno) il terzo scudetto consecutivo (a meno di clamorosissime sorprese), i Los Angeles Lakers vincevano il loro quindicesimo titolo Nba battendo 4-1 nella serie finale i "generosi" Magic. Ma la distanza non era annullata solo dalle vittorie; o meglio, le vittorie erano la conseguenza delle affinità fra le due squadre in causa, e la conferma che il basket, al di là dell'essere giocato in un modo o nell'altro, sia uguale in tutto il mondo. Nel basket vince la squadra più forte, che faccia piacere o no. I Lakers di là e la Mens Sana di qua rappresentano le squadre costruite meglio, quelle più omogenee, più complete, e quelle pronosticate da tutti come favorite. E sono anche quelle che hanno speso di più negli anni (con le dovute proporzioni e distinguo). Nel basket nulla si crea e nulla si distrugge. Ci possono essere le sorprese (Orlando, Milano o Treviso), le delusioni (Cleveland, Roma, V. Bologna), ma alla fine vincono coloro che pianificano il miglior progetto, che agiscono meglio sul mercato, e che hanno una società solida. Come Kobe si è già messo in tasca l'ennesimo premio di Mvp dei playoff, secondo pronostico, così McIntyre aspetta la fine della serie per poggiare sulla mensola, magari in camera da letto, a casa il premio di miglior giocatore. Di spazio per inventarsi qualcosa di straordinario nel basket moderno ne è rimasto davvero poco, ed anche questo può piacere o meno. E' una meritocrazia quasi perfetta il basket (il merito, volente o nolente, nello sport consiste anche nella disponibilità finanziara). Come dice mia nonna "Quello ca' semini, ti truovi" (non penso ci sia bisogno di traduzione).

mercoledì 6 maggio 2009

The King Mvp



La nottata Nba deidicata delle semifinali di conference inizia con Lebron James che alza davanti al pubblico di Cleveland il premio di Mvp della stagione. Ed in campo i suoi Cavaliers si portano sull'1 a 0 contro gli Atlanta Hawks con una prestazione superlativa. The King James si porta a casa un premio scontato per un giocatore che chiude la regular season con cifre impressionanti, quasi da tripla doppia di media.La sua storia poi è intrecciata a quella dei Cavs, che prima dell'arrivo del miglior del numero uno del miglior draft almeno degli ultimi 10-15 anni vedevano i playoff da lontano, con triste ammirazione. Invece intorno a Lebron hanno costruito una squadra vincente.
Più tardi nella notte anche i Denver Nuggets dell'altra grande scelta del draft lebroniano (peccato non ci sia wade a completare quel draft) portano la serie sul 2 a 0, fermando la rimonta dei Mavericks di un Nowitzky ben controllato da Nene e Andersen.