martedì 10 maggio 2011

Una notte da leccarsi i baffi


Come ci suggerisce Marc Gasol, la notte di playoff Nba appena trascorsa è stata da leccarsi i baffi. Splendidi duelli a Memphis e Boston. Ben quattro overtime dovrebbero far comprendere che la scorsa notte ha avuto qualcosa di leggendario.
Gli Heat hanno avuto bisogno di un tempo supplementare per dimostrare la loro imbattibilità. Wade e Lebron hanno messo in mostra degli attributi (oltre che una gran classe) di molto superiori alla media.
Ad Oklahoma city invece ce ne sono voluti tre di overtime per far capire ai Thunder che se vogliono vincere devono affidare gli ultimi palloni a Kevin Durant, e non ad un dannoso Westbrook. Memphis comunque è sempre lì pronta ad approfittarne.

lunedì 9 maggio 2011

Il Jet




E' croce e delizia in una partita NBA... ma il jet in ritmo è "orgasmo allo stato puro"!


(da oggi entro a far parte anch'io del roster di buzzertime. Ciao a tutti, krak)

Di playoff e di MVP (parte 2)


La prima parte la trovate qui.


Nella foto: una persona seria.



Le sorprese:

- Memphis di sicuro è la squadra meno prevedibile del momento. Senza Rudy Gay ormai da un bel po' di tempo, è riuscita a mettere in campo un invidiabile sistema di gioco. Tutti fanno il loro compito perfettamente, e Randolph fa la differenza. Dove potranno arrivare? Per ora hanno buttato fuori gli Spurs con apparente facilità, sono andati a vincere gara 1 a Oklahoma e conducono la serie 2-1. In Zach we trust!

- Se non avesse un roster relativamente corto, Atlanta potrebbe giocarsela con tutte (così come sta facendo del resto). Joe Johnson dopo che ha fatto questo è il mio nuovo giocatore preferito. In tutta sincerità, il sottoscritto arrivato a questo punto, tifa per gli Hawks.

Ne riparliamo fra un paio d'anni

I Denver Nuggets avranno bisogno di una star per poter costruire qualcosa di importante. Oklahoma già ce l'ha, ma per vincere l'anello avrà bisogno di fare più esperienza e di puntellare il roster in alcuni ruoli.

Finalmente?

Dallas?

Salutiamo un'era

- Con la sconfitta dei Lakers per 4-0, l'uscita degli Spurs, rimangono solo i Celtics a cercare di difendere gli ultimi 15 anni di storia dell'Nba. Probabilmente dopo quest'annata cambieranno molte cose. Comunque vada, grazie.

mercoledì 4 maggio 2011

Di playoff e di MVP (parte 1)


Siamo arrivati alle semifinali di conference e finalmente alcuni giudizi possono essere dati senza che ci si avventuri in particolari previsioni.

Sezione deluse:

- New York: Ok, probabilmente dopo la trade che ha portato Carmelo nela grande mela puntavano ad un posto nelle semifinal come risultato massimo. Ma c'è anche da dire che prima dello scambio i Knicks giocavano molto meglio, Stoudemire aveva molti più palloni giocabili ed avevano un roster molto più futuribile. Arriverà Chris Paul? Lo spero per D'Antony, perché in caso contrario anche il prossimo decennio lo passeranno a rincorrere qualcosa che non avranno. Qualcuno fermi Thomas. Grazie

San Antonio: più che una delusione è la chiusura di un ciclo. Ci aspettavamo i soliti Spurs nei playoff, e invece...
Probabilmente sono stati la miglior squadra del decennio, molto più dei Lakers. Ci mancherà.


I vincenti:

- Miami è tra questi. Fin troppo facile per molti. Ma i dubbi ad inizio anno, anche su questo blog, abbondavano. Hanno trovato una quadratura, stanno annichilendo Boston in semifinale, Wade e Lebron, insieme, stanno giocando da Wade e Lebron. Potrebbero essere imbettibili in una serie di 7 partite.

- 04/10/1988: questa data è importante. E non solo perché veniva al mondo il sottoscritto. Il 4 ottobre 1988 nasceva Derrick Rose, il giocatore più giovane ad essere nominato Mvp nella storia dell'Nba. Un titolo che meritava ampiamente per come ha trascinato i Bulls al primo posto assoluto nella regular season e alle semifinali di conference. E trascinato è la parola adatta. Diciamoci la verità, Chicago è una buona squadra, ma probabilmente se al posto dell'Mvp ci fosse stato qualunque altro giocatore, non sarebbero di sicuro arrivati a questi livelli. I 25 punti di media tenuti in stagione regolare non sono che la punta dell'iceberg. Nei playoff, quando il gioco è cominciato ad essere duro, il nativo di Chicago ha incominciato a fare ancora di più il duro, chiudendo la serie con Indiana (4-1) con 27.6 punti e mantenendo costanti tutte le altri voci statistiche, nonostante le difese molto più serrate. Ma al di là dei numeri, è la leadership che impressiona di questo ragazzo di 22 anni. Ha la squadra sulle spalle, dirige ed orchestra i suoi Bulls a piacimento, e si assume responsabilità pesanti. Nei prossimi anni ne vedremo delle belle


Fine della prima parte. (continua)



martedì 3 maggio 2011

Da oggi si fa sul serio

Questo blog riprende vita. Non solo una volta ogni 6 mesi. Cercheremo di aggiornarlo più spesso, di dedicarci la giusta attenzione.

Riassumendo un po' i fatti degli ultimi 2 mesi:

ITALIA

- Siena, nonostante la sconfitta con Avellino di sabato scorso, ha conquistato l'ennesimo campionato, e si avvia all'ennesima stagione trionfale.

- La "sorpresa" (che poi tanto sorpresa non è) Cantù ha confermato quanto si lavori bene anche con meno soldi dei Top Team. Basta avere dirigenti competenti ed una programmazione seria e solida.

- Milano rimane un punto interrogativo, una squadra ancora indecifrabile, che mostra più lacune che pregi.



EUROPA

- Siena è arrivata alla Final Four di Euroleague annientando l'Olympiacos, dopo che in gara 1 aveva prestato entrambe le guance ad una serie di schiaffi greci impressionanti. Troverà in semifinale (giovedì) il Panathinaikos, in uno scontro che si preannuncia quasi come una finale anticipata. Quello che più preoccupa non è il livello della squdra (al momento credo sia il miglior roster d'Europa) quanto la tenuta mentale dei senesi. Pianigiani, in questo caso, dovrà fare la differenza.

- L'altra semifinale vedrà opposte il Real Madrid, orfano di Ettore Messina, ed il Maccabi. Se si giocasse sulla carta io due euro li punterei sugli spagnoli, ma gli israeliani hanno dimostrato che con un roster non eccezionale si può sconfiggere chiunque con la preparazione tattica e l'intelligenza che Blatt ha trasmesso alla squadra. Staremo a vedere.


Di Nba parleremo domani.