mercoledì 6 maggio 2009

The King Mvp



La nottata Nba deidicata delle semifinali di conference inizia con Lebron James che alza davanti al pubblico di Cleveland il premio di Mvp della stagione. Ed in campo i suoi Cavaliers si portano sull'1 a 0 contro gli Atlanta Hawks con una prestazione superlativa. The King James si porta a casa un premio scontato per un giocatore che chiude la regular season con cifre impressionanti, quasi da tripla doppia di media.La sua storia poi è intrecciata a quella dei Cavs, che prima dell'arrivo del miglior del numero uno del miglior draft almeno degli ultimi 10-15 anni vedevano i playoff da lontano, con triste ammirazione. Invece intorno a Lebron hanno costruito una squadra vincente.
Più tardi nella notte anche i Denver Nuggets dell'altra grande scelta del draft lebroniano (peccato non ci sia wade a completare quel draft) portano la serie sul 2 a 0, fermando la rimonta dei Mavericks di un Nowitzky ben controllato da Nene e Andersen.

martedì 5 maggio 2009

Artest meglio di Bryant? Così è, se vi pare



Questo è quello che è trasparito dalla prima partita della serie di semifinale tra Lakers e Houston. Proprio i rockets hanno sbancato lo Stapple center con una grande prova in attacco e soprattutto in difesa del genio pazzoide Artest. Infatti colui che per molti è il miglior difensore dell'Nba ha costretto Kobe Bryant a conclusioni forzatissime che alla fine l'hanno portato oltre i 30 punti realizzati ma anche oltre i 30 tiri tentati, percentuale non accettabile per un Mvp. Inoltre Yao Ming ha annullato completamente Gasol, costringendolo alla prestzione più opaca dell'intera stagione. Poco è venuto da Ariza e Odom per la squadra degli angeli, mentre i Rockets hanno potuto contare su buone prestazioni anche dalla panchina.
Nell'altra partita della notte i Celtics soccombono in casa contro gli Orlando Magic di un Dwight Howard da 16 punti e 22 rimbalzi.
1 a 0 e palla al centro.

lunedì 4 maggio 2009

I numeri perfetti - Pao 73 Cska 71



Il numero perfetto per eccelenza è il 3. Ieri è stato fondamentale per la vittoria del Panithinaikos. Infatti la vera differenza tra la squadra greca e il Cska è da ricercare nella infinita pioggia di triple che ha colpito il roster russo (48% da 3). L'Mvp delle final four Spanoulis, Jasikevicius e Fotsis ne hanno infilate 3 a testa, Diamantidis si è fermato a 2. Eppure il Cska aveva dimostrato un carattere invidiabile rimontando dal -20 (48-28) in un secondo tempo quasi perfetto per i russi (solo 23 punti concessi). Ma i primi due quarti hanno fatto la differenza, quando il solo Holden aveva provato a fermare la incredibile vena realizzativa del Pao. Come abbiamo detto è stato premiato Spanoulis come Mvp, ma un discorso a parte lo merita Fotsis(un 4, anche questo un numero perfetto?). Ieri sera il greco è stato la vera spina nel fianco del Cska, con una continuità impressionante da oltre l'arco per un'ala grande. Oltre ai 13 punti, tutti messi a segno in momenti fondamentali della partita, ha messo insieme 8 rimbalzi ed una difesa straordinaria che ha annullato Smodis. Langdon (11 punti nel terzo quarto) e Siskauskas si sono svegliati troppo tardi, ma comunque la tripla della potenziale vittoria sbagliata rende merito al coraggio ed alla classe del lituano, capace di recuperare quasi da solo lo svantaggio nel quarto periodo. Da questa eurolega escono alcuni segnali da tenere in conto per il futuro. Il primo è che il Barcelona sarà (opinione personale) una delle due finaliste il prossimo anno; il secondo è che Khryapa (da 1 a 5 tutti numeri perfetti) diventerà uno dei giocatori più completi e determinanti in Europa (un 2.03 capace di difendere sul playmaker e sul pivot senza che si vedano differenze); altro segnale è il ritorno di Jasikevicius agli splendori di un tempo, anche se il minutaggio dovrà calare; se andra via Messina (altra opinione personale) il Cska farà molta fatica a raggiungere le final four nelle prossime stagioni.
Quello che resta è la quinta eurolega vinta dal Pao, e chissà che non diventi alche il 5 un numero perfetto.

sabato 2 maggio 2009

Mamma li greci (Olympiakos 82 - Pao 84)


Che derby, che semifinale, che spettacolo. Dentro e fuori dal campo ieri sera si è visto di tutto, un grande spot per il basket. Attacchi molto effervescenti, anche grazie a difese da rivedere almeno nei primi due quarti, che hanno prodotto uno spettacolo non comune per una partita di questo valore. L'Olympiakos deve la sconfitta alla poca capacità dimostrata di adeguare la difesa all'attacco:infatti nei primi due quarti subisce tantissimo sotto canestro Pekovic e Batiste (nella foto); ma poi nel secondo tempo, adeguandosi in mezzo all'aria, si mostra troppo scoperto intorno all'arco consentendo a Jasikevicius e Spanoulis di mettere in mostra tutto il proprio talento. E proprio il play lituano a fare la differenza in fondo: chiude i primi due quarti con due punti all'attivo per poi prendere per mano la squadra nel terzo e soprattutto nel quarto periodo chiudendo con 18 punti e 5 assist, e soprattutto con un 4/6 da 3 micidiale. All'Olympiakos non sono bastati un Greer da 28 di valutazione ed un Papaloukas che gioca l'ennesimo ultimo quarto da protagonista. Ora per i biancoverdi c'è il Cska a separarli da un Eurolega che coach Obradovic vorrebbe mettere volentieri in bacheca. Ma non fatelo sapere ad Ettore Messina.

Barcelona 78 Cska(uskas) 82

Il Barcelona seda il Cska per 35' ma poi deve arrendersi all'inevitabile. E l'inevitabile si chiama Ramunas Siskauskas, che mette a segno una delle migliori prestazioni viste negli ultimi anni, con 29 punti in 24', e soprattutto affossa le speranze fino ad allora vivissime del Barcelona. Infatti i Catalani hanno costretto la squadra di Messina ad una partita atipica, mettendo fuori dal gioco Smodis (vero ago della bilancia del Cska) e dominando in attacco sotto canestro, con l'ex Andersen sugli scudi con una partita da Mvp, se non fosse per il punteggio finale. Fino al 35' ci aveva pensato l'assassino dell'Alaska, Trajan Langdon, a tenere cucita una partita che si stava spostando pericolasamente dalla parte spagnola. Da 3 il Barca ha fatto molto male ai russi, con Lakovic e Navarro sugli scudi, e finendo per tirare più volte da oltre l'arco che da due (29 tentativi contro 27). Se Siskauskas ha confermato la sua classe infinita, chi ha permesso ai russi di superare l'imbarazzante assenza dal gioco di Smodis (-2 di valutazione alla fine per lui) è Khryapa. Il quasi 27enne russo ha chiuso il match con 9 punti e 10 rimbalzi all'attivo per un totale di 18 di valutazione decisivo per le sorti del match.